

174. Africa 1960: l'indipendenza, ma dopo...

Da: G. Calchi Novati, Le rivoluzioni dell'Africa nera, Dall'Oglio,
Milano, 1967.

Il 1960  una data fondamentale per la storia dell'Africa; in
quell'anno, infatti, ben sedici stati ottennero
l'indipendenza. Questa massiccia emancipazione dal dominio
coloniale, per, non fu solo il risultato della pressione dei
movimenti nazionalisti africani, ma fu determinata anche da
precise ed opportunistiche scelte delle potenze coloniali,
intenzionate a tenere sotto il loro controllo gli ex possedimenti,
per continuare a sfruttarne le risorse naturali. Il conseguimento
dell'indipendenza costituzionale, pertanto, come afferma nel
seguente passo lo storico italiano Giampaolo Calchi Novati,
rappresent solo una prima tappa del difficile cammino verso una
effettiva e completa emancipazione: per la sua autentica
liberazione dall'imperialismo l'Africa nera doveva aspettare la
"seconda rivoluzione".


Entro il 1960 tutti gli stati dell'Africa nera soggetti alla
Francia chiesero ed ottennero l'indipendenza: sempre nel 1960
cess l'amministrazione fiduciaria della Francia su Camerun e
Togo.
La richiesta di Mali e Madagascar ebbe il merito di interrompere
il corso preordinato dalla Francia, ma il rush [la corsa finale]
verso l'indipendenza dei territori della Comunit fu egualmente
poco pi di una mezza vittoria, perch, tacitando le
rivendicazioni in superficie, scongiur un confronto pi in
profondit. De Gaulle [Charles De Gaulle, presidente della
repubblica francese] non volle subito accettarla, nel timore che
una simile procedura potesse dar luogo ad un proliferazione di
indipendenze, ma, fedele alla sua visione globale della politica,
fin per dare il suo consenso. In pochi mesi di trattative vennero
stabiliti i particolari dell'indipendenza e i due stati poterono
percorrere l'iter conclusivo della loro emancipazione nazionale.
L'indipendenza del Mali venne proclamata il 20 giugno 1960 e
quella del Madagascar il 26 dello stesso mese.
Il Dahomey, il Niger, l'Alto Volta e la Costa d'Avorio vennero
proclamati indipendenti a tutti gli effetti fra il primo e il 7
agosto. Anche per il Gabon, il Ciad, il Congo e la Repubblica
centrafricana, le cerimonie vennero completate entro il mese di
agosto. La proclamazione dell'indipendenza della Mauritania
avvenne il 28 novembre.
Si era consumata nel frattempo (20 agosto) la rottura della
Federazione del Mali, denunciata dal Senegal, e i due stati membri
avevano ripreso la propria individualit. La smobilitazione
dell'impero francese fu completata dall'indipendenza del Togo e
del Camerun, territori in amministrazione fiduciaria.
Oltre all'accesso all'indipendenza degli stati dell'Aof [Africa
occidentale francese], dell'Aef [Africa equatoriale francese] e
del Madagascar, il 1960 vide tutta una serie di altri episodi che
giustificarono alla fine la sua qualifica africana. La massiccia
emancipazione dell'Africa a cos breve distanza dall'indipendenza
della prima colonia nera, la Costa d'Oro, non poteva non destare
sorpresa, ma essa fu il frutto di un insieme di cause, in cui
l'opportunismo delle potenze coloniali ebbe una parte almeno
altrettanto importante della pressione nazionalista. Anche se
l'indipendenza costituzionale deve essere considerata una premessa
non inutile, per la sua autentica liberazione dall'imperialismo
l'Africa nera doveva aspettare la seconda rivoluzione.
Una testimonianza esemplare della vanit di certe indipendenze
viene dalle vicende del Congo ex-belga, proclamato indipendente il
30 giugno 1960. L'indipendenza non risolse nessuno dei grandi
problemi di struttura che agitavano l'immensa colonia e fu solo
l'inizio di un confronto condotto senza esclusione di colpi fra le
forze che sono in fondo gli interlocutori legittimi di ogni
processo di emancipazione nazionalista. Il contrasto fra moderati
ed estremisti, fra Lumumba [Patrice Lumumba, primo ministro del
Congo dopo il conseguimento dell'indipendenza, deciso oppositore
di qualsiasi forma di neocolonialismo] e Tshombe [Mose Tshombe,
che capeggi la secessione del Katanga, sostenuto dalle compagnie
europee interessate allo sfruttamento delle ricche risorse
minerarie della regione e dal governo belga], fra congolesi e
mercenari, fu infatti la versione locale del pi generale
contrasto fra chi intende fare dell'indipendenza lo strumento
pregiudiziale per mettere in discussione la realt della
dipendenza coloniale - con quanto esso significa nei rapporti
economici e nella distribuzione sociale - e chi non accetta di
perdere il controllo dei possedimenti compresi nella propria sfera
d'influenza. A cominciare dalla crisi congolese, pi scoperta si
fece l'ingerenza negli affari africani degli Stati Uniti,
destinati a sostituirsi gradatamente ai vacillanti partner europei
nella difesa delle posizioni d'ordine coloniale in tutto il
continente.
Sempre nel 1960 conquist l'indipendenza la Somalia, mediante la
fusione della Somalia in amministrazione fiduciaria all'Italia e
la Somalia sotto protettorato britannico. L'unificazione dei due
settori somali fu uno dei pochi rimedi che il nazionalismo
africano abbia effettivamente messo in atto contro la divisione
operata dall'imperialismo in Africa all'epoca della corsa in
concorrenza fra i diversi stati europei. [...].
A conclusione dell'anno dell'Africa, all'apertura della sessione
dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, sedici stati africani
di nuova indipendenza vennero ammessi all'ONU, spostando in modo
definitivo, a favore delle forze emergenti d'Africa e d'Asia, il
rapporto di forza nella massima organizzazione mondiale.
